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venerdì 1 giugno 2018

0 PATRICE LUMUMBA, EROE DEL SOCIALISMO AFRICANO




Patrice Émery Lumumba è stato uno degli eroi dell'indipendenza del Congo Belga ed il primo a diventarne primo ministro tra giugno e settembre del 1960. 
Nasce il 2 luglio 1925 a Onalua (territorio di Katako-Kombe a Sankuru) nell’allora Congo Belga.
Qui frequenta la scuola cattolica dei missionari e poi una scuola protestante gestita da svedesi, in entrambi i casi con ottimi risultati. Ha lavorato come impiegato presso una compagnia mineraria nella provincia del Sud Kivu fino al 1945, poi come giornalista a Leopoldville (ora Kinshasa) e Stanleyville (Kisangani), durante questo periodo scrisse per molti e diversi giornali. Per i suoi studi fu uno dei pochi congolesi ad essere dichiarato “evoluto” dal governo del Belgio. Nel 1955 creò un'associazione "APIC" (associazione del personale nativo della colonia) e avrà l'opportunità di poter parlare con il re Baudouin, durante un suo viaggio in Congo, della situazione congolese. Il ministro del Congo dell’epoca, Auguste Buisseret, era impegnato in una serie di riforme strutturali che comprendevano in particolar modo l’istruzione pubblica. Lumumba aderisce al partito liberale con altri notabili congolesi. Con molti di loro si recherà in Belgio su invito del Primo Ministro.
Il governo belga, all'epoca, stava adottando alcune misure di liberalizzazione come la legalizzazione di sindacati e partiti politici. 
Nel 1958, in occasione dell'Esposizione Universale, i congolesi sono invitati in Belgio. Lumumba ne approfitta per entrare in contatto con alcuni circoli anti-coloniali. Al suo ritorno in Congo creò il Mouvement National Congolais (MNC), a Leopoldville il 5 ottobre 1958 e, come tale, partecipò alla conferenza panafricana ad Accra, durante la quale rivendicò l'indipendenza del suo paese di fronte a più di 10.000 persone.
Nell’ottobre del 1959 ci furono i primi disordini politici di un certo spessore mentre a Stanleyville avvenne il primo incontro tra i movimenti indipendentisti. Nonostante il forte sostegno popolare, le autorità belghe cercarono di catturare in tutti i modi Lumumba, ciò scatenò una sommossa che costò una trentina di morti. Lumumba fu arrestato pochi giorni dopo, processato nel gennaio 1960 e condannato a 6 mesi di prigione il 21 gennaio. Contemporaneamente, le autorità belghe tennero riunioni con i separatisti, a cui alla fine partecipò anche Lumumba, rilasciato il 26 gennaio. Tra lo stupore generale, il Belgio concesse al Congo l'indipendenza, fissata per il 30 giugno.
Il movimenti di Lumumba ed i suoi alleati vinsero le elezioni organizzate a maggio e, il 23 giugno 1960, Patrice Emery Lumumba divenne il primo Primo Ministro del Congo. Le autorità belghe (e le compagnie minerarie) decisero che l'indipendenza non doveva essere completa, una buona parte dell'amministrazione e della gestione dell'esercito rimase belga. Il Nostro, però, sfidò il vecchio padrone, decretando l'africanizzazione dell'esercito che rispose inviando truppe nel Katanga (una regione ricca di miniere e materie prime), sostenendo la secessione di questa regione e spalleggiando il leader di questo movimento, Moses Kapenda Tschombe. 
Nel settembre del 1960, il presidente Joseph Kasa-Vubu fece crollare il governo di Lumumba, trovando però la sua ferma opposizione, decidendo di rimanere comunque in carica. Su sua richiesta, il parlamento revocò il mandato al presidente Kasavubu. Nel dicembre del 1960, il colonnello Joseph Désiré Mobutu, che succedette a Kasa-Vubu, arrestò Lumumba mentre passava il Sankuru a Mweka e lo trasferì nel campo militare di Thysville. Il 17 gennaio 1961, Lumumba, Mpolo e Okito furono trasportati dal leader delle forze separatiste a Elisabethville, nel Katanga. Saranno giustiziati la sera stessa alla presenza di Tshombe, Munongo, Kimba e altri leader dello stato del Katanga. Il giorno dopo verrà condotta un'operazione per rimuovere i resti delle vittime nell'acido. Molti dei suoi sostenitori saranno giustiziati nei giorni che seguirono, con la partecipazione di soldati belgi e mercenari. 
Lumumba venne ricordato con immensa ammirazione da tutta la comunità dei paesi non allineati, incluso da uno dei suoi carnefici, il generale Mobutu, che lo consacrò nel 1966 eroe nazionale. 
Molti si sono interrogati sul ruolo delle potenze occidentali, in particolare degli Stati Uniti, nella morte di Lumumba, con il pretesto di un possibile spostamento del Congo belga sulle posizioni dell'Unione Sovietica. Infatti Lumumba fece un appello ai sovietici, durante la guerra del Katanga, perché l'ONU non rispose alle sue richieste di aiuto militare per porre fine alla guerra civile. Oggi sappiamo che la CIA ha aiutato finanziariamente gli oppositori di Lumumba e fornito armi a Mobutu. 
Nel 2002, il governo belga ha riconosciuto la responsabilità degli eventi che hanno portato alla morte di Lumumba.
Lumumba è morto, ma il suo sogno no. L’ambizione di costruire una Africa libera, tanto dalle potenze imperialiste, quanto dai vincoli tribali reazionari, unità e socialista aspetta ancora oggi di trovare un suo degno erede. 

“Lumumba aveva compreso che, per fare del Congo una nazione libera, era necessario valicare i limiti tribali. In questa politica unitaria e democratica, in questo concetto nuovo per l’immenso paese africano, in questa nuova prospettiva sta la sua grandezza di dirigente: per questo aveva vinto le elezioni, per questo era stato eletto primo ministro, per questo è stato assassinato. Ma la lotta del popolo congolese non è morta con lui: e continuerà fino alla sconfitta dei colonialisti belgi, dei loro complici, dei loro servi”.

Velio Spano

 

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