FF

lunedì 17 giugno 2019

0 LA BOMBA DEI MINIBOT


Un nuovo tema ha condizionato le ultime settimane del dibattito pubblico italiano: i minibot.
Un elemento importante che si inserisce nel confronto con Bruxelles sulla possibile procedura d’infrazione per debito eccessivo.
Bruxelles chiede una resa politica, vuole la bandiera bianca, ovvero la rinuncia ad ogni forma di manovra espansiva anche nell’aspetto approssimativo che ha contraddistinto il governo italiano in questi mesi.

Quindi, l’UE chiede un ritorno nei ranghi della fantomatica austerità espansiva che ha messo in ginocchio il paese mentre il nostro governo cerca attraverso la proposta dei minibot di imbastire una trattativa con la tecnocrazia europea per strappare delle condizioni favorevoli per l’Italia, o meglio, per la base sociale della Lega composta dal ceto medio impoverito dalle dinamiche della globalizzazione.
I minibot sono dei titoli del debito pubblico, senza tasso d’interesse e scadenza, utilizzabili dallo Stato per pagare i debiti della Pubblica Amministrazione che ammontano a circa 65 miliardi di euro verso i propri fornitori.
Come affermano i compagni di Coniarerivolta:

“Le principali misure adottate per alleviare il problema, e dunque per permettere al fornitore dello Stato di non soffrire troppo di questo ritardo nella riscossione, sono due. La prima è la ‘compensazione’, che consente ai fornitori di estinguere almeno parte dei loro crediti commerciali verso lo Stato per pagare le imposte, decurtando da quel credito la cifra che avrebbero dovuto versare all’erario. La seconda è la ‘cartolarizzazione’, che permette al fornitore di passare ad una banca il credito verso lo Stato: il fornitore può così liquidare il suo credito senza dover attendere i tempi della pubblica amministrazione, ma per farlo deve concedere alla banca un compenso, il che riduce per lui il valore di quel credito.”

Le principali caratteristiche dei minibot sono il piccolo taglio e la possibilità di essere impiegati come moneta fiscale, ovvero per pagare le tasse.
Non hanno corso forzoso, per legge in Italia l’unica moneta con questa caratteristica è l’euro, e quindi sono accettati eventualmente su base volontaria ma il fatto di essere una moneta fiscale può aggirare questo scoglio, diffondendoli nel paese.
Chi approva tale proposta parla di creare maggiore liquidità per rilanciare l’economia senza intaccare i parametri folli dell’UE poiché non producono debito, in quanto il debito commerciale è già debito pubblico.
Si tratta di trasformare attività illiquide in attività liquide da spendere in consumi o investimenti.
Tuttavia, secondo i folli parametri europei, il debito commerciale viene contabilizzato come debito pubblico solamente quando viene trasferito ad una banca.
Quindi, ancora una volta una buona proposta si scontra con lo scoglio inevitabile della gabbia europea poiché i minibot creeranno 40 miliardi di euro di debito pubblico secondo questi parametri.


Però c’è un elemento che spaventa tecnocrati e liberal benpensanti, saldare tutti i debiti dello Stato collocherebbe nell’economia circa 100 miliardi di minibot, arrivando allo stesso livello dello stock di denaro cartaceo in euro.
Contando anche il piccolo taglio, potrebbero essere usati come una moneta parallela che annuncia una futura uscita dell’Italia dalla gabbia europea.
Significa, aggirando le regole europea, monetizzare il debito pubblico attraverso l’emissione di moneta da parte dello Stato, funzione che rientra nel paniera della sovranità monetaria oggi nelle mani della BCE, rappresentando per le piccole e medie imprese, guarda caso la base sociale della Lega, un’alternativa al credito bancario.

Chiaramente parliamo di una semplice provocazione, la Lega non ha nessuna intenzione di uscire dall’UE, sta cercando di ottenere della condizioni migliori per la sua base sociale poiché un vero programma per uscire da questa gabbia presuppone riappropriarsi di tutto il sistema monetario, in primis la Banca d’Italia, proprio come volevano fare nel loro Piano B Tsipras e Varoufakis.
Quindi sono abbastanza ingiustificate da questo punto di vista le urla isteriche di PD e varie ancelle dell’europeismo acritico che, tra parentesi, hanno votato a favore della proposta iniziale dei minibot ma hanno cambiato subito idea dopo il richiamo dei tecnocrati europei all'ordine.

Restano da evidenziare alcuni punti.

Questo trucco contabile cerca di evitare lo scontro frontale con il mostro che con le sue folli imposizioni, condivise dal nostro padronato ed i suoi rappresentanti politici, passati dal giorno alla notte da Marx a Blair, ha messo in ginocchio la nostra patria. L’Italia realizza da vent’anni surplus primari sul proprio bilancio, meglio anche della Germania, altro che furbetti, siamo stati fin troppo servi. Nonostante ciò calano gli investimenti pubblici e privati, il paese è chiuso in una spirale di impoverimento di massa e deindustrializzazione, ma la tecnocrazia europea chiede ancora rigore, la magia dell’austerità espansiva che rende tutti più poveri e dipendenti dal grande padrone tedesco.
Il secondo punto da evidenziare è il dovere di non lasciare al solo Salvini, con i suoi economisti Rinaldi, Borghi e l’ottimo Bagnai che domenica pomeriggio ha detto una grossa verità sull’atteggiamento della tecnocrazia europea, lo scontro con l’UE.
Salvini non ha nessuna intenzione di sfidare realmente il mostro e questo va sottolineato e tenuto bene a mente, sta cercando di accontentare il ceto medio impoverito e incattivito che rappresenta.

 

Bollettino Culturale Copyright © 2016 | Created by Tarosky | Powered by Blogger Templates